scritto da: Lucilla Guidi - Paradoxa”, anno V – numero 3 – luglio/settembre 2011, pp. 132 - 134
Tracciare un profilo storico del liberalismo italiano del ‘900 significa inevitabilmente porre una domanda sul senso della nostra attuale democrazia. Non solo perché “liberale” oltre ad indicare una parte politica è anche “aggettivo” della democrazia occidentale tout court, ma anche perché, almeno a parole, chi non sosterrebbe oggi le ragioni di un ordinamento che garantisca libertà individuale, pluralismo sociale e ordinamento democratico? Le cose si complicano ulteriormente quando si domanda chi sia l’homo liberalis: se infatti è necessario poter rispondere affinché il liberalismo non si trasformi in un concetto vuoto, fissare un criterio dogmatico significa contraddire nei fatti la stessa cultura politica che si vorrebbe definire.
Liberali d’Italia, il profilo sul liberalismo italiano del ‘900 scritto a quattro mani da Corrado Ocone e Dario Antiseri, pone proprio questi problemi, mettendo in scena uno scontro aperto tra due concezioni contrastanti.
Croce ha accentuato il nostro ritardo culturale? In polemica con Corrado Ocone
10
MAGGIO 2011
scritto da: Paolo Parrini - Il riformista
Ma davvero dovremmo prestar fede a Corrado Ocone quando ci racconta che una serie di studi storico-epistemologici avrebbero riscattato Croce dall'accusa di aver avuto una concezione inadeguata delle scienze esatte e naturali, in particolare delle loro caratteristiche strutturali e del loro valore conoscitivo? Davvero dovremmo credere che l'idea che si ha di quella concezione sia solo frutto di disinformazione, di malafede e dell'interesse dei marxisti a svalutarla?
Da Gobetti, entusiasta dei bolscevichi, a Bobbio è difficile includere sotto l’etichetta del liberalismo gli intolleranti verso chiunche non accetti le loro alchimie di giustizia e libertà
03
APRILE 2011
scritto da: Dino Cofrancesco - Libero
La prefazione scritta da Giulio Giorgello al saggio di Corrado Ocone e Dario Antiseri, Liberali d'Italia (Rubbettino) è abbastanza convincente. Sopratutto quando il filosofo della scienza scrive che «un liberalismo che non sappia fare i conti con l'impresa tecnico-scientifica e con le lezioni di libertà che si traggono da congetture e osservazioni, teoria ed esperimento, tecnica e comprensione del mondo, resta un liberalismo zoppo, impotente di fronte alle degenerazioni "monopolistiche" denunciate da Einaudi - e il primo esecrabile monopolio è quello di chi ritiene di avere il possesso esclusivo della verità».
Homo liberatis è un tipo «consapevole della propria e dell'altrui fallibilità» e di questa consapevolezza fa metodo, proprio mentre ribadisce che «esistono solo individui» e non riconosce sopra di loro alcuna entità come lo Stato, il Partito, la Classe. Ben vengano queste considerazioni di Dario Antiseri, in un Paese come il nostro e in tempi come questi, in cui (quasi) tutti hanno la tendenza a proclamarsi «veri» liberali, magari senza tener conto della stessa tradizione liberale, costruita in Italia tra lacrime e sangue - come mostra la genealogia del liberalismo del Novecento tracciata da Corrado Ocone.
Marx, Croce, Bobbio e Habermas: questi quattro autori, di diversa grandezza e notorietà, sono diventati punti di riferimento importanti per le generazioni della prima metà del Novecento ma forse non altrettanto per quelle della seconda metà e del ventunesimo secolo. Oggi ci sono pensatori che concentrano la loro attenzione sulla tutmultuosa rivoluzione civile e tecnologica che domina il nostro tempo e che ha a che fare sopratutto con il rapporto tra l'uomo e la natura oppure tra l'uomo e la tecnologia.
L'intervista sulla laicità: risponde Corrado Ocone
04
DICEMBRE 2009
scritto da: M. Chiaruzza - Laicità, n. XXI
1) Nel volume Profili riformisti. 15 pensatori liberal per le nostre sfide (Rubbettino, 2009) hai recentemente raccolto una vivace galleria di autori ispirandoti a un “socialismo liberale, libertario, umanistico ed etico”. Quali tra questi autori ritieni più rilevanti sotto il profilo della laicità? Ed eventualmente ne aggiungeresti altri?
Giorello ad Affaritaliani.it: "Riforme: anche quelle politiche devono partire dalla scienza"
28
NOVEMBRE 2009
scritto da: - Affaritaliani.it
Marx e il marxismo sono stati dichiarati morti. Il muro di Berlino è crollato e abbiamo appena festeggiato l'anniversario. Con essi è passato il tempo delle ideologie e l'Italia è scossa dalla sete di riforme: dal processo breve all'università. E' proprio in questo clima "riformista" che quindici protagonisti della filosofia contemporanea "scendono in campo" per suggerire al potere una strada da percorrere. Per valutare la riduzione dei parlamentari, i maggiori poteri al premier - come si legge nella bozza Violante -, o il federalismo fiscale. Almeno questo è il disegno tracciato da Corrado Ocone, politologo e studioso di liberalismo, nel suo nuovo libro Profili Riformisti (Rubettino editore). L'autore dà vita a un pantheon di pensatori chiave per risolvere le questioni calde del momento. E teorizza una politica-puzzle che lascia la via 'unica' e si nutre di un poco di ognuno di questi pensatori.
Ocone riconosce i pregi della analisi: dal lavoro alienato, alla personalità negata dal processo produttivo
10
MARZO 2008
scritto da: Marco Ferrante - Corriere della Sera
Innanzitutto due parole sulla collana in cui questo lavoro di Corrado Ocone è collocato. Come spiega il curatore Paolo Savona in una presentazione, l'idea è quella di raccontare a un pubblico colto ma non specializzato alcuni passaggi chiave della storia del pensiero economico, i momenti d' oro «che hanno rappresentato un' ascesa nella scala del sapere economico». Troverete un Keynes di Giorgio La Malfa, un Sylos Labini dello stesso Savona, un Mises di Lorenzo Infantino. In tutto venti autori interpretati. Qui ci occupiamo di una delle operazioni più difficili, il Karl Marx visto da Corrado Ocone, intellettuale liberale, responsabile di Luiss University Press, che nella sua attività di saggista si occupato tra l' altro anche (e molto) di Benedetto Croce e di Norberto Bobbio (Bobbio spiegato agli amici e ai nemici è il titolo di un libro con Marsilio del 2003).
Ma Darwin emancipa l’uomo dalla metafisica. Risposta a Corrado Ocone
18
NOVEMBRE 2006
scritto da: Orlando Franceschelli - Il Riformista
Corrado Ocone veramente non lascia coperte le proprie carte. Atteggiamento di cui si è sempre grati ai propri interlocutori. Tanto più quando serve anche a far emergere con chiarezza l'unico, decisivo punto in discussione: la portata filosofica ed etico-politica del naturalismo di ispirazione darwiniana. Che si gioverebbe di una tardiva ed immeritata attualità, dovuta unicamente «all'assordante vociferare dei creazionisti». Anch'essi ignari del fatto che proprio il naturalismo sarebbe il pregiudizio «oggettivante» e metafisico che accomuna evoluzionismo e creazionismo. In realtà, Ocone solleva un problema enorme, giacché non è per un equivoco che le teorie darwiniane polarizzano buona parte dell'attuale dibattito non solo scientifico-filosofico (dalla cosmologia, alla bioetica fino alla filosofia della mente), ma persino teologico. Come anche con queste modeste Darwiniane cerchiamo di rendere conto ai nostri lettori. Il timore è un altro: che Ocone operi una semplificazione francamente eccessiva
Una lettura asistematica di Croce fa dello storicismo l’«essenza del pensiero contemporaneo»
28
DICEMBRE 2005
scritto da: Duccio Trombadori - Il Giornale
Tenendo conto della ben nota e perdurante disinformazione culturale che in genere vige in Italia a fini strumentali e di parte (ma non solo) non è poi tanto difficile intuire perché le grandi idee liberali di Benedetto Croce non sembrano oggi dire granché alle menti di un pubblico italiano coltivato, giovanile o meno, e però assuefatto ad una scolarità «filosoficamente corretta», vale a dire fin troppo influenzata da varianti marxiste, positiviste, esistenzialistiche e da correnti intellettuali sorte in contrasto più o meno diretto con lo storicismo idealista di uno dei maggiori pensatori del nostro XX secolo. Indicato a suo tempo per astio e a torto dal marxista Antonio Gramsci quale «Papa laico della borghesia», Benedetto Croce ha subìto nel secondo dopoguerra italiano una damnatio memoriae pari quasi a quella che in genere la limitante e limitata cultura di sinistra ha imposto alla valutazione del fascismo (di cui pure il Croce fu un rigoroso e severo avversario politico e morale) con effetti fuorvianti sul piano del pensiero e di una più salda consapevolezza storica.
Ore 17,00. Napoli, Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) – Palazzo Cavalcanti (Via Toledo, 348). Presentazione dei volumi di Vladimir Jankélévitch: Il non so-che e il quasi -niente e (con Béatrice Berlowitz) Da qualche parte nell'incompiuto, entrambi a cura di Enrica Lisciani Petrini (Einaudi). Relatori: Laura Bazzicalupo, Fabio Ciaramelli, Bruno Moroncini, e Vincenzo Vitello. Moderatore: Corrado Ocone
MERCOLEDI’ 29 FEBBRAIO 2012 - Roma
Dal postmoderno al realismo
Ore 18. Roma, Istituto Svizzero (Via Ludovisi, 48). Maurizio Ferraris si confronta con Emil Angehrn sul tema: “Dal postmoderno al realismo”. Moderatore: Corrado Ocone
GIOVEDI’ 23 FEBBRAIO 2012 - Napoli
Percorsi del liberalismo inglese contemporaneo: Minogue, Gray, Kukathas
Ore 17,00. Napoli, Sala delle Conferenze della Camera di Commercio, Via Sant’Aspreno, 2. Lezione alla Scuola 2012 di Liberalismo di Napoli – LXXIV. Organizzata dalla Fondazione Luigi Einaudi di Roma e dalla Fondazione Guido e Roberto Cortese di Napoli